Le gonne si allungano e i colli si alzano: vecchia modestia o nuova libertà?

Il fatto che la moda abbia uno strettissimo rapporto con il mondo che la circonda, lo rappresenti, lo interpreti, lo codifichi e spesso lo anticipi, è ormai accettato e condiviso. Inoltre, se si guarda di fino e non superficialmente, ognuno di noi sceglie ogni giorno come presentarsi al mondo, più o meno influenzato dalle tendenze della moda.

Ho letto tempo fa un articolo su The Guardian su due tendenze forti per la moda di questo autunno inverno: le gonne che si allungano e i colli che si alzano.

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Dico subito che, in quanto appartenente alla categoria degli ‘after fifty‘ e come titolare del blog Chic after fifty, abbraccio queste due tendenze con grande calore ed entusiasmo. Già verso la fine di agosto si cominciava a vedere sui giornali una bellissima pubblicità della Max Mara: un pullover a collo alto di un bel rosso tra il rubino e il bordeaux, una longuette dello stesso colore e un grande cappotto sempre dello stesso rosso. Elegante. Nuovo nel suo classicismo. Sintesi perfetta della nuova moda.

Ma secondo la giornalista del Guardian c’è, in questa tendenza, qualcosa di più sottile, il ritorno alla modestia, a una donna ‘che sta al suo posto’ e che si veste secondo la sua posizione ‘subordinata’ nella società.

Ora capite che qui il discorso si fa scivoloso per quanto interessante, e persino un po’ pericoloso.

Ma io sarò intrepida e vi dirò quello che penso.

gonna-longuette-in-pelle-con-maglione-a-collo-alto-e-sneakers

Tornando alla giornalista del Guardian, il primo collegamento che faceva era con le esigenze e le scelte delle signore di culture diverse dalla nostra: in un mondo sempre più interconnesso gli stilisti non disegnano più le loro collezioni solo per le signore europee e americane.  Con le mutazioni nella distribuzione della ricchezza, le clienti dell’alta moda sono arabe e cinesi. Un certo modo provocatorio, esibizionista, ma anche disinibito e disinvolto, della moda europea, cozza con le culture delle clienti e va rivista.

Poi c’è qualcosa d’altro.

La comodità per esempio. Il fatto che in degli abiti fluidi, morbidi, che non segnano,  ci si sente meglio. O il non dover sedurre a tutti i costi. Il poter sedurre per quello che si è e non per quello che gli altri, gli uomini soprattutto, si aspettano che siamo.

look-invernale-con-gonna-longuette-e-stivaliLa libertà. Certo, le minigonne sono state il simbolo per eccellenza dell’emancipazione femminile e della liberazione dalle regole della morale borghese. La morale della modestia. Della donna che non ‘tenta’ l’uomo, non lo provoca.

C’è una deriva inquietante, su questo tema, forse un po’ montata dalla stampa e dai social media, a fare da sfondo agli episodi di violenza che ultimamente sembrano moltiplicarsi. Per cui la modestia sembrerebbe un tornare indietro, quasi un ammettere di non avercela fatta, un arrendersi di fronte alla difficoltà di raggiungere una vera parità nella differenza.

Oppure no.

Potremmo pensare che, passati più di cinquanta anni dalla minigonna, le signore possano semplicemente scegliere di presentarsi con modestia?

Che possano scegliere la lunghezza della gonna sulla base di quella che dona loro di più?

Che possano avere minigonne e longuette, e anche gonne a matita al ginocchio, e gonne a ruota e plissé, e insomma che si mettano ogni giorno la gonna che si adatta meglio al loro umore?

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E che la dolcevita la mettano quando hanno freddo, o quando i segni dell’età sul collo non ci piacciono più e vogliamo evitare di vederli ogni volta che ci specchiamo?

E infine che la libertà, quella vera vera, sia una cosa che ognuno di noi, donna o uomo, intende diversamente, e che la vera sfida sia quella per ognuno di noi, donna o uomo, di conoscerci e rispettarci?

Rispondo di sì. Penso che possiamo.

Compriamoci la longuette rossa, e magari mescoliamola con un golfone verde e un bel paio di sneakers. Abbiniamo una giacca di grosso tweed di taglia maschile a dei jeans sottili, un piccolo pullover e un paio di stivaletti. Ripeschiamo la gonna corta dell’anno scorso con un cappotto lungo e in un classico cammello.

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Insomma divertiamoci a mescolare e rimescolare. La moda ci regala comunque, ogni stagione, idee, ispirazioni, suggestioni. E argomenti di conversazione, più o meno leggera.

Credo che gliene possiamo essere grati!

 

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com

 

 

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8 pensieri su “Le gonne si allungano e i colli si alzano: vecchia modestia o nuova libertà?

  1. Mi ricordo benissimo la pubblicità di Max Mara con la modella in rosso, mi piaceva parecchio. Io poi sono una che adora e indossa spesso colli alti, lupetti o tricot (si chiamano tricot e maglioni grossi lavorati col collo alto?). Amo meno le gonne lunghe, perchè mi abbassano e sembro infagottata, quando supererò questo limite penso che mi comprerò una gonna lunga magari plissè, anche se temo però che a quell’epoca la moda sarà nuovamente cambiata.

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    1. Infatti pare che le gonne plissé saranno sostituite da delle pencil skirt sotto il ginocchio. Che sono molto eleganti e potrebbero risolvere il tuo problema: un top spesso e grosso con il collo alto, e una gonna sottile sotto. Magari con i tacchi?

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      1. Ho capito quali sono le pencil skirt…. anche queste si portavano anni ’80 / ’90, giusto? Ne ho tenute un paio, ho fatto bene!

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      2. Vengono dagli anni 50 e in un certo senso non sono mai passate di moda. Non sono comode come le gonne plissè perché sono aderenti, però con tutti i tessuti elasticizzati di oggi sono di certo migliorate! Sono molto femminili, e se una è abbastanza alta vanno bene anche con le stringate

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