Se Banksy a Venezia…

Insomma ancora una volta Banksy è riuscito a far parlare di sé. Forse più del suo dipinto che si è auto distrutto dopo essere stato battuto all’asta da Sotheby’s alcuni mesi fa. In fin dei conti questo è il suo modo di farsi notare e io lo ammiro parecchio.

Lo scorso 9 maggio a Venezia, un anonimo pittore ha allestito qualche metro di spazio davanti al palazzo più rinomato e visitato di Venezia, posizionando alcune tele che ritraggono una nave da crociera mentre transita nel canale della Giudecca, poco distante da quello stesso palazzo. Poco dopo i vigili urbani lo cacciano via, perchè non aveva l’autorizzazione per esporre in quel posto.

Vi ripropongo il video perchè merita tutta la nostra attenzione, lo trovo piacevolmente coinvolgente, soprattutto nelle note musicali di sottofondo (è la canzone Que sera, sera scritta da Ray Evans e Jay Livingston per il film di Alfred Hitchcock, L’uomo che sapeva troppo, e cantata da Doris Day recentemente scomparsa). Quali note migliori per una situazione simile? Quel che sarà sarà…

Se Banksy a Venezia fosse andato ad esporre le sue opere alla Biennale, avrebbe ottenuto lo stesso successo?

Non desidero aggiungere altre informazioni sull’avvenimento, perchè se ne è parlato veramente tanto, e trovate sul web articoli su articoli e commenti di ogni genere che rispondono ai vostri perchè e svelano ogni mistero.

Desidero invece attirare la vostra attenzione su questo graffito, apparso in contemporanea a questo “evento” sulla umida facciata di un palazzetto veneziano, e rivendicato dallo stesso autore.

Rappresenta un bambino naufrago con una torcia di segnalazione in mano realizzata con pittura spray e stencil, proprio a pelo d’acqua sulla facciata di un palazzetto, chiuso da decenni e di proprietà di noti avvocati veneziani.

L’edificio che si trova in campo San Pantalon e si affaccia sul rio Novo, è stato posto in vendita a quattro milioni e mezzo sul portale di una importante agenzia immobiliare, al doppio del suo prezzo originario vista la condizione di abbandono e degrado in cui versa.

Speculare così su un opera d’arte a vantaggio dei proprietari, un graffito che con la salsedine e l’umidità è destinato a rovinarsi o distruggersi, lo trovo veramente scandaloso. Ma si sa tutto fa business.

Al di là del tema che rappresenta, che fa eco ad una situazione che in questi ultimi anni ha creato la più ampia crisi sociale, politica ed economica a livello non solo europeo, oltre a portare migliaia di morti per naufragio, per non parlare del business che si è creato a livello di aiuti umanitari e sulla speculazione degli avvenimenti, al di là della presenza o meno alla Biennale d’arte del barcone di uno dei naufragi più brutti in cui persero la vita centinaia di persone esposto come simbolo sociale… beh, al di là di tutto questo posso solo sperare che il signor Banksy, passi dai proprietari di quella casa a battere cassa, o passi di lì una delle prossime notti a cancellarlo. Giusto Banksy? E voi che dite, vi pare possibile?

2 pensieri su “Se Banksy a Venezia…

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