La montagna magica (o incantata) di Thomas Mann

Nel mondo dei libri molto amati, salto di molti, molti anni.

Avevo preparato una sequenza, che andava in ordine cronologico. Ma poi si sa che l’amore, che sia per gli umani, per gli animali o i libri, ha i suoi tempi, che poco hanno a che fare con l’orologio.

E allora vi parlo de La montagna magica, che ha in comune con Il maestro e Margherita il fatto di essere stato iniziato e lasciato a metà, e poi ricominciato e adorato.

Schermata 2019-06-05 alle 12.03.32

La prima volta che l’ho letto si intitolava La montagna incantata, e già solo per il titolo l’avrei letto. Avevo amato moltissimi I Buddenbrock, che avrei voluto non finissero mai, e mi sono avvicinata alla Montagna incantata con lo stesso spirito, e le stesse aspettative. E credo sia colpa di quello, e forse anche della giovane età, che quando sono arrivata alle disquisizioni filosfiche mi sono arenata. E ho fatto l’errore di dire va beh, lo riprendo quando ho più tempo. E non è che dopo non abbia avuto più tempo, è che sono arrivati altri libri, altre cose, altre vite.

Poi è arrivato anche il gruppo di lettura, per fortuna. Quando sono entrata, avevano già letto, con mio grande rammarico, Alla ricerca del tempo perduto di Proust, libro che avrei riletto volentieri. Ma avevano in progamma La montagna magica, con la nuova traduzione e il nuovo titolo.

Il gruppo di lettura è meraviglioso. Ti costringe a pensare davvero a quello che leggi, a riflettere dopo che hai letto, a dare forma e voce ai pensieri, ai sentimenti e alle riflessioni che il libro ti ha suscitato, a capire che cosa ti ha lasciato.

Così ho finito La montagna, magica o incantata che sia, e l’ho amato tanto. Più di quanto non pensassi.

Ho amato la costanza e la dedizione con cui è scritto e costruito. Mi sono affezionata a Hans, e sono stata felice di seguire tutto il suo percorso, passo passo, dentro il suo cuore e la sua anima. Ho adorato il cugino Joachim, militare di professione e di animo, e il suo destino triste, e come lo affronta e lo vive. Ho amato il fatto che fosse ambientato in montagna, la neve, le vette, i silenzi. Ho ritrovato la magnificenza di quella zona della Svizzera, dove sono stata dal vero. Quanto alle disquisizioni filosofiche che mi avevano scoraggiato da giovane, non mi hanno appassionata particolarmente neanche ora, ma le ho capite e ho capito perché sono necessarie.

Ecco, queste sono più o meno le ragioni per cui La montagna magica siede tra i The beloved. In ottima compagnia peraltro!

Buona giornata!

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com

Annunci

2 pensieri su “La montagna magica (o incantata) di Thomas Mann

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.