Strategie anticaldo per signore chic

Non so dove abitate voi, ma qui da noi fa un gran caldo. Niente di particolarmente anomalo, ma forse ci eravamo anche illusi di avere un’estate fresca e ventilata, e invece è arrivata l’afa e l’umido.

Naturalmente fa caldo fuori. Ma se ci si sposta, si va in uffficio, si entra in un negozio, si sale su un mezzo pubblico, e ci si trova nell’aria condizionata, che può essere anche gelida. E quindi non si può andare in giro troppo spogliati. Che non è molto igienico, oltretutto: pensare di entrare in contatto con altri corpi o altri oggetti a spalle nude, per esempio, mi fa un po’ orrore!

Abbiamo poi già detto che le signore after fifty si giovano dell’essere vestite invece che spogliate… che fare allora?

Io sono per la semplicità. Che trovo sia sempre chic.

Un vestito. Una T-shirt e una gonna. Un paio di pantaloni e una camicia leggera. Più una giacca, o una maglietta a maniche lunghe o un cardigan di cotone per quando si sta a lungo nei posti con l’aria condizionata a palla (ce ne sono più di quanti si crede). Un paio di sandali o di espadrillas. Evitare cinture e capi che stringano e stiano aderenti. Evitare anche i tessuti sintetici, che spesso non fanno respirare e con il sudore prendono un odore terribile. Evitare i profumi, magari usare le acque profumate. Se state fuori tutto il giorno una maglietta di ricambio vi può far comodo.

Io trovo poco estivi anche i gioielli. Porto sempre l’orologio anche se alle volte mi dà fastidio, un anello che spesso mi tolgo e metto in borsa.

Anche esteticamente, la semplicità vuol dire leggerezza e freschezza.

Che ne dite?

2 pensieri su “Strategie anticaldo per signore chic

  1. Fin troppo facile per il gentil sesso, cui le regole, quasi rigidamente seguite, ancorché non imposte da leggi, consentono un’ amplissima libertà. Per quanto riguarda il maschio, uscendo dall’anonimato, copio pari pari quanto pubblicato il 9 giugno dello scorso anno 2018:

    Nel cosiddetto mondo occidentale, per alcuni versi accettabile e per altri deprecabile, è fino troppo facile per una femmina adattare l’abbigliamento alla stagione; per il maschio civile (i militari, come noto, hanno anche divise estive, con mezze maniche e talora calzoni corti), purtroppo, almeno in contesti formali, pare non esistere altro che il completo di camicia (con colletto strettissimo!), cravatta, giacca e calzoni lunghi fino all’astragalo: un abbigliamento nato nell’Ottocento per ragioni di mera praticità, in sostituzione di quello delle epoche precedenti ed oggi, seppur di elegante aspetto estetico, considerato l’unico possibile. Sarà quanto mai arduo liberare principalmente, ma non esclusivamente, l’Occidente da questa ingessatura: timidamente, si sta facendo strada la camicia senza cravatta e con il bottone del colletto slacciato, ma il cammino da percorrere è ancora lungo e viene da domandarsi il perché al maschio sia imposto l’obbligo di un abbigliamento così poco confortevole. A quando, anche per noi, d’estate, un abito leggero a mezze maniche, senza colletto compressivo, ampio e svasato sul fondo, in maniera tale da mitigare gli effetti della calura estiva? I nostri padri Greci e Romani vestivano così.

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