Hot Ducati, ma contro il sessismo

Non è proprio recente questa campagna pubblicitaria hot contro il sessismo ideata da Ducati. Risale infatti al 2012 ma ha avuto successo postuma, nel 2013 e poi ancora un po’ di anni dopo.

È infatti da maggio 2019 che si è cominciato a riparlarne, o meglio sono ricomparse online le foto, complice probabilmente l’era del #MeToo e di Facebook che come sappiamo pullula spesso di notizie “antiche” spacciate per nuove.

Ma meglio così, per certi versi. Ci tengo quindi a sottolineare che non si tratta di attualità, almeno non in questo caso.

Dopo molte pubblicità in cui bellissime donne sono apparse in mise succinte e pose sexi per pubblicizzare prodotti “maschili”, ecco che è stato fatto il contrario. Purtroppo nel silenzio più assoluto, o quasi, e senza creare più di tanto scalpore una volta resa pubblica.

Ecco qui il photo shooting Men Posing Like Motorcycle Models, nato dall’occhio artistico del fotografo Rion Sabean.

Il concessionario Ducati MotoCorsa di Portland, nell’Oregon (USA), ha ideato nel 2013 una campagna pubblicitaria anti sessismo in cui il fotografo ha ricreato un tipico photo shoot “girl on bike” con alcuni ragazzi del negozio che imitavano le stesse pose della modella scelta per la campagna “normale” uscita sulla carta stampata parallelamente.

Per la precisione si trattava effettivamente della promozione della Ducati 1199 Panigale, ma fu deciso di affiancare la campagna con modella una che avesse un messaggio estremamente diverso, oltre ad essere esilarante.

La seconda campagna prevedeva che i dipendenti della concessionaria si mettessero in gioco indossando tacchi a spillo e mutande, copiando le pose sexy con la complicità della protagonista motocicletta di un bel colore rosso vibrante. Risultato forse discutibile per bellezza, ma nella sua ironia è sicuramente provocatoria e divertente.

Peccato per il successo arrivato solo negli anni successivi e non immediatamente, ma è interessante capire come oggi abbia raggiunto un significato rilevante, in un momento storico in cui uso e abuso del corpo femminile è fortemente al centro dell’attenzione di tutti. E grazie ai social, ovviamente, non che nel 2012 non esistesse Facebook, ma oggi l’utilizzo di questo mezzo per sensibilizzare, e ancor di più denunciare, si può di certo dire che sia preponderante.

2 pensieri su “Hot Ducati, ma contro il sessismo

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