Un paese in ciabatte

Forse sì, possiamo dire che le ciabatte siano un’ossessione, per me e per Verde che mi ospita nel suo sito.

Lei ne è talmente convinta che ha creato il sito Theciabattepelose, dove illustra con dovizia di particolari fotografici quello che gli umani possono fare quando l’unico obiettivo che hanno è stupire.

C’era una canzone di Giorgio Gaber, molto divertente, Il coniglio, in cui racconta di un amico che per stupire sostituì il pedale del freno della macchina con un pedale di batteria… “Al mio amico Adolfo capitava molto spesso di venire a un appuntamento non so? con una ruota di Volkwagen sotto il braccio! Era un ragazzo strano che amava molto stupire. Alle donne non regalava mai i fiori, no? un chilo di pere, due etti di formaggio. Un giorno sostituì il freno della macchina con un pedale di batteria.. TUM! morto! Sembrerà strano ma nessuno si è stupito.”

Schermata 2019-07-31 alle 10.54.58Io invece l’ossessione ce l’ho per quelli che pensano che le ciabatte siano scarpe. E che se ne vanno in giro tutta estate sciabattando per le strade, per i corridoi degli uffici, e immagino anche per le proprie case.

Non che non conosca il piacere di togliersi le scarpe una volta arrivata a casa. E anche quello delle vacanze, al mare, quando il costume e un pareo sono l’unica cosa che si tiene addosso. Ma appunto, stiamo parlando di casa e di vacanza. E stiamo parlando di spostarsi, non di camminare. Per camminare ci vogliono delle scarpe. Oppure si cammina a piedi nudi. Ma la ciabatta è qualcosa che sta lì a metà tra il piede nudo e il piede calzato.

Il trionfo della ciabatta, che è persino peggio della ciabattina infradito, e che impera senza ritegno anche sul piede maschile, è una cosa che mi sa di decadenza. Il fatto che le indossi Mark Zuckerberg o che i designer ne facciano ogni anno dei modellini dai prezzi stratosferici non aiuta, anzi. A me fa venire in mente gli ultimi tempi dell’impero romano, i giochi circensi, la caciara, lo sbraco di un popolo che pensa di essere arrivato e potersi permettere tutto, impunemente.

Salvo il fatto che niente succede impunemente…

Però vi auguro una buona estate. Sobria e dignitosa. Leggera, silenziosa. Chic. In armonia con voi stessi e con l’ambiente che vi circonda.

Anna da Re

2 pensieri su “Un paese in ciabatte

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.