Perchè ho amato La saga dei Cazalet di Elizabeth Jane Howard

Eccomi all’appuntamento con The Beloved. Vi avevo avvisato che avrei parlato di libri amati senza ordine di tempo, o forse senza ordine del tutto.

Così oggi vi parlo de La saga dei Cazalet (la foto di copertina è presa da Fiammetta Marina che ringrazio) pubblicato in Italia da Fazi con splendide copertine e bellissimi titoli. Ma io me lo sono letta in inglese, e gli ultimi due li ho finiti proprio nelle vacanze di agosto.

Ho sempre avuto un debole per la lingua inglese e i libri britannici. Ma un po’ in generale per i libri di lingua inglese, che fossero americani, canadesi, anglo-indiani…

Quando avevo cinque o sei anni fingevo di essere una signorina inglese, camminavo a una certa distanza, stavo seduta lontana da mia mamma e i miei fratelli se prendevamo un autobus, non rispondevo perché non capivo… ero inglese! Ed erano tempi in cui non ti mandavano a imparare una lingua a tre anni, né c’erano dei canali tv in inglese. Insomma come mi fosse venuto in mente non si sa, ma la fascinazione è rimasta. E avendo studiato francese a scuola e con la nonna, l’inglese me lo sono dovuta imparare dopo, e da sola. Ma l’ho fatto con grande passione e slancio e intensità, e i risultati sono stati buoni. E ora leggo la letteratura inglese con piacere e soddisfazione.

Libri come The Cazalet Chronicles di Elizabeth Jane Howard per me sono fantastici. Ti portano in un mondo passato ma vivo, pieno di dettagli essenziali che ti fanno sentire partecipe di tutto quello che succede. Sono l’ideale dopo una giornata di lavoro e anche in vacanza. Sono lunghi e ti danno modo di accomodarti in quel mondo e dimenticare tutto il resto.

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Ma non è solo quello. Io apprezzo particolarmente l’abbondanza e la ricchezza e la varietà dei personaggi femminili. Che non sono necessariamente delle eroine. Ma che mi fanno pensare a come sono fortunata ad essere arrivata nel mondo di questi tempi. In cui pur con tutte le difficoltà noi donne possiamo decidere la nostra vita. In cui esistono la pillola e l’aborto legale e il divorzio e un diritto di famiglia che ha abolito la patria potestà, in cui c’è una parità almeno formale che se non impedisce gli abusi almeno li rende illegali e questa magari non sembra ma è una differenza enorme.

Leggere di quando le cose erano diverse aiuta a capire e ad apprezzare quello che verrebbe da dare per scontato. E in questo momento ce n’è parecchio bisogno, non vi pare?

Buona giornata intanto!

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com

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