Il lamento di Portnoy, di Philip Roth.

Facevo l’università quando ho scoperto Il lamento di Portnoy di Philip Roth. Non mi ricordo chi me ne ha parlato, ma ricordo di esserlo andato a comprare. Di solito, in quel periodo universitario di pochi mezzi e tanto tempo, andavo in biblioteca e mi portavo a casa i romanzi che volevo leggere. Si potevano tenere un mese ma in genere in una settimana li finivo. Tra viaggi in treno e momenti vuoti tra un corso e l’altro, il tempo non mi mancava, e l’avidità delle scoperte che stavo facendo faceva il resto.

Il lamento di Portnoy è stata la scoperta di una letteratura diversa. Era un libro sconvolgente, per i miei tempi. Per l’argomento, certo, e per l’assoluta onestà del racconto. Che la letteratura potesse essere anche confessione, e che la confessione potesse essere letteratura, era cosa che sapevo e avevo anche incontrato. Ma che una confessione, un monologo interiore potesse far morir dal ridere, questa era una novità. E che novità!

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Credo che avvicinarsi a Philip Roth attraverso Il lamento di Portnoy sia anche stato il modo perfetto per impare a conoscerlo e apprezzarlo. Fino ad arrivare al libro che forse ho più amato, di lui, che è Patrimony, in cui racconta, con un’onestà molto simile a quella di Portnoy ma ovviamente tutt’altro spirito, gli ultimi anni con suo padre malato.

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Nell’azienda in cui lavoro c’è una parete sulla quale ci sono le foto dei premi Nobel della letteratura. Volti meravigliosi, come quello di Saul Bellow e Samuel Beckett, che si potrebbero guardare per ore da tanta espressività contengono. E penso quanto sarebbe bello che tra quei volti ci fosse anche quello di Philip Roth.

Non aggiungo nullo a quello che già sapete e potete trovare dovunque, nel dire che Philip Roth è un grande scrittore. Ma non è per quello che rientra tra The beloved. Ci rientra soprattutto per avermi aperto un’altra porta, verso una letteratura dissacrante, divertente, scanzonata, irriverente. Più che mai necessaria.

Buona giornata!

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com e GreyPanthers.it

 

 

2 pensieri su “Il lamento di Portnoy, di Philip Roth.

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