E non ci indurre in tentazione. A proposito di moda e sostenibilità (ancora, sì)

Torno su un tema che mi sta a cuore, l’insostenibilità della moda, come sistema industriale ma anche come scelta individuale. Come sempre c’è un articolo di The Guardian, dietro i miei ragionamenti. Una giornalista di moda che per un anno non ha comprato niente. Svelando a se stessa, e a chi la legge, quello che si nasconde dietro lo shopping della “fast fashion”, della moda usa e getta. Shopping che spesso cerca inutilmente di compensare altri malesseri, altre mancanze, altri bisogni.

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Il Padre Nostro recita “non ci indurre in tentazione”. È una preghiera antica come il mondo, che ci fa capire quanto siamo facili da tentare, noi umani. Figuriamoci con Internet. Con Instagram pieno di immagini di ragazze che sfoggiano outfit nuovi ogni pochi secondi, di influencer che propongono i nuovi trend, con dietro marchi, investimenti, tutto un business che si deve alimentare e che vuole crescere. Con le newsletter che promettono sconti al primo acquisto e ci riempiono la casella di posta di offerte imperdibili. Con i black friday, i blue monday, le occasioni che non si ripeteranno mai più. Con quel senso di inadeguatezza che pervade ognuno di noi in questa società che ci ha convinto che siamo gli unici responsabili del nostro destino e che se non riusciamo a diventare ricchi e famosi vuol dire che siamo sbagliati.

L’acquisto online poi nasconde incredibili inganni. Vestiti e accessori fotografati in modo da sembrare bellissimi anche quando sono orrendi. Materiali che non puoi toccare. Falsi sconti. Il fatto che li proverai a casa tua, davanti al tuo specchio. La possibilità di rimandarli indietro. È inevitabile che prima o poi si sia tentati di comprare. E di rimanere delusi. Ma di provare di nuovo, pensando di avere imparato e di non rimanere delusi ancora. Alimentando non solo l’industria della moda, che è una delle meno sostenibili del mondo, ma anche quella dei trasporti: migliai o milioni di camion con autisti sottopagati, benzina, traffico, caos.

Allora si può decidere di scegliere. Per esempio fare come la giornalista dell’articolo, decidere di non comprare nulla per un anno, come se fosse una cura disintossicante. In cui si scoprono diverse cose: che la necessità aguzza l’ingegno, e che ci si può vestire ogni giorno in un modo diverso pur partendo dagli stessi vestiti; che non fare shopping vuol dire avere tempo per altre cose, leggere, passeggiare, cucinare, vedere gli amici; che per la maggior parte del tempo chi ci sta intorno non si accorge di come siamo vestiti; che il valore dei vestiti sta nell’appartenerci, nel parlarci di noi, nel ricordarci frammenti della nostra vita, nel costruire la nostra storia.

E credo che come è arrivato il momento in cui abbiamo dovuto smettere di ignorare che la plastica usa e getta era un controsenso (getta dove? C’è un solo ambiente, un solo pianeta, una sola vita), è arrivato anche il momento di smettere di ignorare che la moda così come l’abbiamo concepita negli ultimi 30 anni è un controsenso uguale se non peggiore.

Cominciamo da noi? Io di sicuro di fast fashion non ne compro, e meno che mai online. E sono chic lo stesso, non vi pare?

Buona giornata!

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com e GreyPanthers.it

 

 

3 pensieri su “E non ci indurre in tentazione. A proposito di moda e sostenibilità (ancora, sì)

  1. Adoro post come questi, finalmente c’è qualcuno che ha capito che l’usa e getta, che il low cost è deleterio per il nostro pianeta. Non so se hai mai letto alcuni post nel mio blog, ma spesso e volentieri ho parlato anch’io di riciclo, di trasformazione, di adattamento dei vecchi vestiti! Pensa che proprio qualche giorno fa ho riadattato una tuta di mia mamma. Era tristissima con un colore rosso scuro che faceva venir la voglia di piangere 😃😃. Beh ho applicato un nastro con paillettes accanto alla cerniera e sulle tasche ( con la colla a caldo purtroppo, non so cucire) beh il risultato mi ha sorpreso!
    Questo per dire che basta poco per non sprecare, per fare un gesto utile al nostro pianeta.
    Grazie per il tuo post perché hai dato spunti di riflessione molto importanti! 😄

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