Oggi, domenica 15 marzo 2020

Buongiorno popolo del web.

Siamo in piena crisi Covid-19. La quarantena, se così possiamo definirla, è in corso da domenica 8 marzo, con un decreto firmato dal Presidente del consiglio Giuseppe Conte. Ufficialmente partita dalla mezzanotte, si chiede alla popolazione italiana di non uscire di casa se non per comprovate necessità urgenti. Ora non voglio fare l’elenco di quali siano queste comprovate necessità, ma spero che in questa prima settimana piuttosto faticosa, gli italiani lo abbiano finalmente capito. Anche se ancora ieri, complice il bel tempo, ho letto di gente letteralmente spiaggiata al sole nelle località di mare del sud Italia. Purtroppo è così. Il popolo italiano è un popolo di ribelli, ma soprattutto non legge. Se non legge un libro o un quotidiano, come possiamo pretendete che vengano lette le direttive nazionali con indicazioni utili a salvarci la pelle?

Arco della pace a Milano
Arco della Pace alla fine di corso Sempione a Milano.

Tutta questa situazione è veramente inverosimile. Se faccio un passo indietro e la guardo dal di fuori, sembra di essere spettatori di un film. Avete presente il film Virus Letale con Dustin Hoffman, Rene Russo, Kevin Spacey, Donald Sutherland e Morgan Freeman? Ecco, quello lì. Ma questa è realtà, c’è poco da fare.

Lo Skyline moderno di Milano. Sullo sfondo le Alpi. L’aria pulita ci permette di vedere molto lontano.

Vi posto, facendo un bel copia incolla, quanto scritto sul portale dedicato alla Salute del nostro paese, Salute.gov.it, giusto per lasciarlo ai posteri scritto nero su bianco. Sapete, scripta manent… e questo è quanto io possa fare. Non essendo una giornalista, non mi posso mettere qui a fare un dettagliato diario come resoconto dello sviluppo di questa pandemia che partita dalla Cina, ha colpito o meglio, sta colpendo tutti i paesi del mondo.

Il 31 dicembre 2019 la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina) ha segnalato all’Organizzazione Mondiale della Sanità un cluster di casi di polmonite ad eziologia ignota nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei. Il 9 gennaio 2020, il CDC cinese ha riferito che è stato identificato un nuovo coronavirus (SARS-CoV-2) come agente causale della malattia respiratoria poi denominata Covid-19. La Cina ha reso immediatamente pubblica la sequenza genomica che ha permesso la realizzazione di un test diagnostico in modo tempestivo.

Milano deserta durante il covid-19
Milano città deserta ne giorni della pandemia marzo 2020.

Le cose sono andate degenerando sempre di più e la situazione attuale è che per la Cina il picco epidemico è stato superato da qualche giorno (quindi parliamo di circa due mesi e mezzo di sviluppo del virus, partendo da quando è stato ufficializzato) e lentamente tutto sta tornando alla normalità. Per cui i cinesi possono tranquillamente cominciare a tirare un sospiro di sollievo.

Mentre succede questo in Cina, qui da noi la propagazione è partita il 28 gennaio, con l’ormai famoso paziente 1 di 38 anni, e la crisi ci ha paralizzati rendendoci incapaci di decidere cosa sia meglio fare. Assalti ai supermercati ingiustificati (non è scoppiata la guerra!!) appena è stato comunicato dell’esistenza del povero paziente 1. Fughe dal nord Italia con treni notturni la sera del 7 marzo, subito dopo l’annuncio in tv di Conte sulla sua decisione di serrare quasi completamente il paese fino al 25 marzo.

La scena vista in tv e sul web è surreale: gente che corre lungo gli atrii e i corridoi della stazione di Porta Garibaldi di Milano per andare a prendere uno dei treni notturni che viaggiano alla volta del sud Italia, ignari che così facendo avrebbero portato con loro il virus, trasmettendolo quasi certamente ai loro parenti e amici.

I navigli di Milano super affollati in una giornata qualunque di tutto l’anno.

Oggi il nord Italia allo stremo delle forze, fa i conti con le migliaia di persone malate, un numero sempre più crescente giorno per giorno, accompagnato dal dolore delle centinaia di morti.

Milano boccheggiante, forse non così tanto impaurita ma direi più disorientata, fa i conti con un’altro “male”, spavaldo, irriverente e assolutamente silenzioso, l’happy hour sui navigli, quel momento della serata a cui molti, troppi, non sanno proprio rinunciare. E così, malgrado il divieto di aggregazione e seguendo il bruttissimo esempio dato dal segretario del PD Zingaretti, che a suon di hashtag #MilanoNonSiFerma arriva da Roma apposta per uno spritz in quella zona, vediamo la consueta folla approdare ai buffet dei bar incurante di quanto fosse grave la situazione. In molti avran pensato, nella loro stupidità, che se lo faceva lui, potevano tranquillamente farlo anche loro. Peccato che il signor Zingaretti è tornato a casa contagiato dal Covid-19. Gli spavaldi: lui, l’happy hour e l’hashtag #MilanoNonSiFerma di cui da un po’ di giorni non si sente più parlare. E con questo non vi sto dicendo che l’happy hour è una dannazione (ne ho fatti tanti e ne farò ancora sicuramente molti altri), ma voglio solo precisare che ogni tanto sarebbe meglio per tutti noi metterci un po’ di coscienza.

Nicola Zingaretti, il giorno che arrivò a Milano per dare il buon esempio con un bell’happy hour sui navigli, al seguito dell’hashtag #MilanoNonSiFerma.
Navigli deserti dopo l’appello di Conte con il decreto definitivo della chiusura delle città per tutelarci dal Covid-19. Mai visti così vuoti, neppure nella più fredda notte invernale.

Insomma vi racconto questo solo per dirvi che stare chiusi in casa è dura ma può essere anche bellissimo e utile per fare tante cose. Che dopo aver passato un paio di notti insonni preoccupata e con l’ansia trasmessa dai governanti di questo paese, che hanno creato un bel po’ di panico tra la gente, ho cercato di metterci più testa possibile e con i pochi mezzi che ho a disposizione, di stare attenta, davvero molto attenta. Ma vivere bisogna pur farlo, e come?

Così ho pensato che oggi domenica 15 marzo, avendo tanto tempo libero a disposizione, avrei cominciato a mettere ordine alla mia quotidianità, facendo tutto quello che ho tralasciato per mesi nella corsa alla vita.

Come vi avevo già scritto in un altro articolo, considero questo coronavirus un inizio, un punto per una nuova partenza cercando di trarne tutto il beneficio possibile. Questa situazione oggi mi fa sentir bene, per quello che è possibile, e aggiunge nuova energia pulita all’altra un po’ goffamente tossicchiante. Apriamo le finestre e respiriamo aria nuova. Osservate anche questo lato positivo: l’aria non è mai stata così pulita.

Stazione Centrale a Milano. Deserta, quasi, nei giorni del Covid-19.
Ci sono ancora gruppi di persone che partono per raggiungere il Sud Italia, si spera nel rispetto delle direttive imposte.

E così oggi, scrivo. A breve rimetterò in pista il mio blog The Ciabatte pelose, che devo dire zitto zitto, il suo spazio nel web se l’è saputo mantenere vivo. Almeno con quello mi e ci divertiremo un po’.

Non potendo tralasciare il mio lavoro, anche se ahimè è purtroppo fermo, metterò in pista tutti i progetti di nuove collezioni che avevo solamente abbozzato e ora è proprio il momento giusto per dargli vita. Collezioni di gioielli, essendo io una designer di gioielli, ma non solo. Vedrete.

E poi ultima cosa, anche se non proprio ultima nell’arco della giornata, essendo costretta a stare tappata in casa, e vedendo troppo spesso letto, divano, letto… ho pensato che un po’ di ginnastica possa essere una buona cosa per lo spirito soprattutto. Che ne dite? Stamattina ho fatto i miei esercizi, magari una mezz’ora al giorno potrebbe essere un’ottima cosa per cominciare la giornata. Cosa che vi consiglio perchè come si dice mens sana in corpore sano. Non sapete come fare e cosa? Be su you tube è pieno di video di sessioni di attività sportive di ogni genere, basta cercare quella che più vi interessa…

Parco Sempione a Milano. E lì che ci aspetta, ma non oggi e nemmeno le prossime settimane.

Ah, dimenticavo. Più energia nel fare le cose, a braccetto con pensieri positivi. Più cura e pulizia di noi stessi, avendone tempo a disposizione. Più spazio alla lettura e alla scrittura per chi piace. Più tempo alle cose che abbiamo rimandato troppo a lungo. E soprattutto, più connessione con gli altri: in fin dei conti sarà anche bello uscire per incontrarsi di persona, ma questa pandemia ci sta insegnando che la vita non è solo frenesia del non stare a casa, siamo obbligati a restarci. L’happy hour può aspettare, per comunicare con gli altri ci sono anche tanti altri mezzi.

Buona domenica 15 marzo 2020. Come la scorsa domenica, 8 marzo già festa delle donne, anche questa non la dimenticherò mai.

Verde Alfieri

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.