Lettura chic di luglio: Le donne di troppo di George Gissing

Interessante la scelta di tradurre The odd woman in Le donne di troppo, libro di George Gissing della fine dell’800.

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Ora vi faccio una premessa. Io ho un debole per la letteratura inglese dell’800. Per il mondo che racconta, per il modo in cui è scritta, per la presenza di molte donne che cominciano a emanciparsi, a fare una vita diversa da quella che la società e gli uomini hanno deciso per loro. Ci sono scrittori e scrittrici, in quell’epoca, molto diversi tra loro e anche come valore letterario e piacevolezza di lettura. Ma sono comunque accomunati dall’appartenenza a un tempo e a una società che mi affascinano e non mi stancano. Sono anzi le mie letture riposanti, le letture a cui ricorro quando non ho voglia di impegnarmi troppo, di scoprire cose che non so e non vorrei sapere, di mettere in discussione le mie idee.

Di Gissing mi ha parlato una collega/amica con cui condividiamo questa passione per la letteratura inglese dell’800. Nella versione inglese il libro non costa neppure nulla perché è fuori diritti, a public domain book.

Le donne di troppo del titolo sono quelle donne di classe media, non particolarmente belle o dotate di ricchezze, che non riescono a trovare un marito e che non hanno una formazione che gli consenta di sostenersi da sole; possono fare al massimo le insegnanti ai bambini, nelle case private, delle specie di baby sitter, e sono destinate a una vita misera e infelice. Ora la cosa nuova per i tempi e bella per noi signore, after o before fifty, è che quel destino non è infelice per mancanza di amore, che si sapeva benissimo che i matrimoni di quei tempi l’amore non lo vedevano neanche con il cannocchiale, ma per mancanza di indipendenza. E sono “di troppo” perché in quel periodo storico (ma anche ora) le donne erano numericamente superiori agli uomini. E sono “odd” perchè non hanno una personalità e dei pensieri diversi, non conformi.

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Ora leggere un libro dell’Ottocento che parla di indipendenza delle donne, che mette in scena una protagonista dal carattere forte, dalla grande intelligenza e per niente desiderosa di obbedire a un uomo (che sì, il matrimonio prevedeva esattamente che le donne si facessero guidare dai mariti, perché erano come i bambini e da sole non sapevano cavarsela), che non si conclude con l’amore che passa sopra a tutto, è una ventata di freschezza, un sollievo, un balsamo.

E mentre da noi oggi, 21 luglio 2020, Viola di Grado scopre su Tinder che gli uomini usano soprattutto dei no per indicare le qualità che desiderano in una donna (no permalose, no serie, no caratterino, no logorroiche, no mosce, no pigre, no musone, no fighe di legno, ecc.), in Gran Bretagna ci si preoccupava dell’indipendenza delle donne già alla fine dell’800.

Come dire che tutto il mondo è paese, ma non proprio tutto e di certo non sugli stessi temi.

E si, noi in Italia abbiamo tanta strada da fare. Coraggio, dai, mettiamoci in cammino!

E buona lettura per chi vuole scoprire Gissing!

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com e GreyPanthers.it

 

 

 

2 pensieri su “Lettura chic di luglio: Le donne di troppo di George Gissing

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