Immaginare di leggere alle volte è meglio che leggere davvero

Buongiorno a tutti, o forse dovrei dire buon pomeriggio. Quando ci siamo salutati per le vacanze, ho pensato che poi al ritorno vi avrei raccontato che cosa avevo letto durante l’estate.

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Ma è stata un’estate strana non solo perché il Covid 19 era ancora con noi e perché mascherine, distanze e amenità varie hanno reso le nostre ferie una cosa particolare. Lo è stata anche dal punto di vista dei libri. Di solito mi riservo delle letture, o perché particolarmente lunghe, o particolarmente promettenti, attese o desiderate. Quest’anno sono partita che ero veramente stanca e non ho pensato ai libri. Avevo con me il mio fedele iPad, in cui ci sono ancora tantissimi libri da leggere, e un paio di bozze di letture per lavoro.

E ho letto ma non tantissimo. Non ho trovato il tempo, il modo, il mood. Le bozze che mi ero portata dietro erano lunghe e per fortuna erano belle, per cui quelle le ho lette volentieri. Ma non ve ne posso ancora parlare, perché giustappunto è materiale di lavoro e ancora un po’ di là da venire.

Pensandoci ora, mi sono un po’ mancati quei pomeriggi sulla sdraio o su un prato, con un libro che mi assorbe in maniera totale, che mi avvolge, che mi porta via. D’altra parte si sa, non sempre le cose vanno come vorremmo. E tra tutti i libri che si leggono, quelli davvero memorabili, quelli totalmente assorbenti, sono sempre pochi. Il resto “si lascia leggere”, come diceva mia mamma, che è già qualcosa, oppure non lascia traccia. Devo aggiungere che dei libri letti su iPad si fa anche fatica a ricordarsi la copertina, la voluminosità, la consistenza al tatto; per cui se la storia non lascia traccia, davvero non ne resta nulla. A volte mi ritrovo a ricordarmi un frammento di un libro, e cercare dove collocarlo nella libreria che ho nella testa, senza riuscirci…

Eppoi adesso è arrivato settembre, che è il mio mese preferito. Perché c’è ancora aria d’estate e si sta all’aperto, la frutta è la più buona e la più dolce, i progetti sono i più prodigiosi e anche i libri escono nuovi e fiammanti. Così posso cominciare a immaginare quello che leggerò: Seni e uova di Mieko Kawakami, Il disagio della sera di Marieke Lucas Rijneveld, Non stiamo tutti al mondo nello stesso modo di Jean Paul Dubois, La casa sul lago di David James Poissant... sono già troppi, vero?

Intanto buona giornata!

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com e GreyPanthers.it

 

 

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