Leggere su carta o in digitale: non è vero che “tanto è uguale”

Se c’è una frase che detesto è “tanto è uguale”. Non c’è niente o nessuno per cui sia vero che “tanto è uguale”. Neppure la lettura su carta o digitale. Per cui al bando la pigrizia mentale e vediamo che differenza c’è.

Ogni volta che dico che lavoro per una casa editrice mi sento chiedere se è vero che gli ebook stanno soppiantando i libri di carta. E rispondo sempre che no, gli ebook ci sono ma non sostituiscono il cartaceo. Si sono fatti un loro mercato che è ormai abbastanza stabile, ma i libri di carta restano e penso che resteranno con noi per un altro po’. Perché sono due esperienze di lettura così diverse che non le si può pensare alternative l’una all’altra.

C’è stato un momento in cui l’idea di non dovermi più portare in giro tonnellate di carta, di non dover fare gli accumuli di acquisti quando andavo in Francia o in Gran Bretagna o in America perché qui trovare i titoli stranieri era difficile e caro, di poter avere tutti i libri che volevo dentro un solo piccolo tablet mi esaltava. L’idea che avrei potuto leggere i pdf di lavoro direttamente, invece delle bozze che si sfasciavano immancabilmente a metà lettura. Mi sembrava così fantastico che pensavo che non avrei mai comprato altro.

Poi ho cominciato a notare che quando leggo sull’iPad non mi ricordo le copertine dei libri, non mi ricordo se hanno tante o poche pagine, e questi dettagli apparentemente secondari mi sono accorta che sono quelli che mi aiutano a catalogare i libri, nella mia mente, e ad averli “a portata di mano”. Raramente sottolineo o annoto i libri. Se ho qualcosa da scrivere lo scrivo su un quadernetto, su una Moleskine o su un’agenda o anche sul telefono. Ma se devo ritrovare un passaggio, sfogliando un libro in qualche modo ci arrivo. La ricerca per parole sul pdf invece è esasperante e non la faccio se non costretta.

E insomma alla fine mi sembra che anche nella memoria i libri in formato digitale occupano meno spazio, e questo non è affatto un vantaggio!

Però devo spezzare una lancia a favore del Kindle. Non ne avevo mai avuto uno e l’avevo pure un po’ snobbato, perché tanto avevo l’iPad con la app di Kindle. Ora mia sorella me ne ha regalato uno, e devo dire che mi sta piacendo molto. È leggerissimo, peserà un decimo di un iPad mini, e davvero te lo puoi mettere nella borsa senza che ti dia fastidio. Poi ci si legge davvero bene, assomiglia sul serio a un libro. Per ora sono al mio primo libro, quindi non so dire se col tempo si rivelerà altrettanto insufficiente dell’iPad. Ve lo saprò dire!

E voi come leggete? E che ne pensate della lettura digitale? Potete commentare il post o scrivere a me o a Verde.

Intanto buon pomeriggio!

Anna da Re, blogger di ChicAfterFifty e opinionista per DonnaModerna.com e GreyPanthers.it

7 pensieri su “Leggere su carta o in digitale: non è vero che “tanto è uguale”

  1. Girare le pagine e sentire l’odore della carta non ha paragoni, però in viaggio o in vacanza il kindle è una mano santa (tra l’altro io ho lo stesso spinotto per kindle, cellulare e macchina fotografica per cui risparmio peso anche sulla ricarica). Avverto però gli stessi deficit segnalati nel post: spesso, anche se non sempre, ricordo meno. Poi la ricerca, cerco una frase e mi ricordo che era a metà di una pagina a destra, e ci metto un attimo a ritrovarla; sul kindle la ricerca funziona bene, ma se ti ricordi esattamente solo una parola e quella è una parola comune, sei fregata perché ti dà ottomila rispondenze. Diciamo che è una fortuna che ci siano entrambi.

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  2. Il cartaceo è un’altra cosa, un esperienza sensoriale diversa e molto più confortevole: c’è l’odore, il fruscio, la sensazione tattile delle mani sul libro. Non credo che riuscirei ad abituarmi ad altro.

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  3. Il kindle lo trovo comodo, pratico e simile ad un libro. Ma non è un libro. A me manca il contatto con la carta che assume consistenze diverse a seconda dell’emozione provata nella lettura. Inoltre la carta si sgualcisce e acquista quell’aria stroppicciata che mi dice”questo libro ha condiviso con me un pezzo di qualcosa”… Non c’è gara!

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  4. Sostengo da tempo che non capisco la contrapposizione. In vacanza evviva il kindle, che in due etti di peso mi permette di portarmi dietro anche libri che magari non leggerò. A casa la carta vince, perchè coinvolge tutti i sensi, non solo la vista. E’ vero che, sul lettore digitale, la memoria èmolto meno sollecitata

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  5. Pensavo che mai e poi mai mi sarei convertita alla lettura in digitale, anche se comunque leggo tanto su schermo, la lettura come momento piacevole (nel senso che un articolo o più d’uno li leggevo da sempre, ma un bel romanzo lo volevo cartaceo) doveva essere su carta.
    Poi ho scaricato l’app Kindle sul cellulare e ci ho letto un sacco, d’estate. Ora penso che mi comprerò un bel lettore, lo desidero proprio. Resta quel che scrivi tu: manca la consistenza fisica, la copertina, il peso piacevole del volume nella borsa.

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